{"id":68,"date":"2017-05-04T11:05:36","date_gmt":"2017-05-04T09:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/?page_id=68"},"modified":"2017-05-05T19:06:08","modified_gmt":"2017-05-05T17:06:08","slug":"santuario-di-montallegro","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/santuario-di-montallegro\/","title":{"rendered":"Santuario di Montallegro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Santuario-di-Montallegro-Facciata-a21186180.jpg\" rel=\"lightbox[68]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-265\" src=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Santuario-di-Montallegro-Facciata-a21186180.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Santuario-di-Montallegro-Facciata-a21186180.jpg 1000w, https:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Santuario-di-Montallegro-Facciata-a21186180-300x265.jpg 300w, https:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Santuario-di-Montallegro-Facciata-a21186180-768x679.jpg 768w, https:\/\/www.festediluglio.it\/prova\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Santuario-di-Montallegro-Facciata-a21186180-170x150.jpg 170w\" sizes=\"auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel sestiere di Borzoli, a circa seicento metri s.l.m., sulle balze del monte Ponzema spicca nel verde delle colline il Santuario di N. S. di Montallegro, testimonianza imperitura della Sua Apparizione in questo luogo.<\/p>\n<p>Era il 2 luglio 1557, quando nelle prime ore del pomeriggio, ad un contadino di San Giacomo di Canevale, Giovanni Chighizola, che tornava dal mercato e sul monte s\u2019era posto a riposare, apparve la Madonna, la quale &#8211; cos\u00ec si narra &#8211; incaric\u00f2 Giovanni di avvertire i Rapallesi che ivi voleva essere venerata e come segno tangibile lasci\u00f2 quel quadretto (una tavola bizantina) rappresentante la <em>dormitio Mariae,,<\/em> mentre dalla vicina roccia sgorgava una limpida sorgente di acqua.<\/p>\n<p>I primi ad accorrere sul luogo furono alcuni contadini della zona e il parroco di S. Ambrogio, Rocco Lucchetti, il quale fu vivamente impressionato dall\u2019avvenimento. La voce del miracolo si diffuse rapidamente e da Rapallo accorsero altri; il Lucchetti, fatta una questua, diede a Nicolosino Bisanino (forse il bargello?) e al magnifico Gio Battista della Torre, una piccola somma, perch\u00e9 provvedessero, a far sorvegliare e custodire il quadretto durante la notte.La notizia della miracolosa apparizione e fece accorrere folla da ogni luogo e, l\u2019anno seguente, il vicario generale della diocesi di Genova, mons. Egidio Falceta, vescovo di Caorle, ebbe l\u2019incarico di condurre un\u2019indagine accurata sull\u2019 accaduto.<\/p>\n<p>Con l\u2019assistenza di Fra\u2019 Gerolamo De Franchi,\u201dInquisitore delle perversit\u00e0 degli eretici\u201d e dell\u2019Arcidiacono Bartolomeo Perini, venne a Rapallo, istru\u00ec un processo canonico ed ascolt\u00f2 le persone direttamente o indirettamente legate ai \u201cfatti\u201d verificatisi il 2 luglio 1557: dal Chichizola a Gregorio di Pianezza, che per primo ebbe in custodia l\u2019icona.<a href=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/santuario_di_montallegro-navata.jpg\" rel=\"lightbox[68]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-655\" title=\"santuario_di_montallegro-navata\" src=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/santuario_di_montallegro-navata-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Durante il soggiorno rapallese consacr\u00f2 la chiesa di San Francesco, attigua al convento, costruita in localit\u00e0 Pozzarello, sul terreno donato dai Frati Minori da Giovanni Della Torre.<\/p>\n<p>Mons. Falceta, al termine dell\u2019indagine, in data 6 agosto 1558 emise due editti, redatti dal Cancelliere del Palazzo Arcivescovile di Genova l\u2019uno il mattino ed il secondo dopo i vespri. Entrambi sono conservati all\u2019Archivio di Stato di Genova e confermano l\u2019Apparizione ed i miracoli che ne seguirono: <em>\u201c\u2026 testimoniarono e testimoniano\u2026i ciechi di nuovo vedenti, gli zoppi che miracolamente camminano, moltissimi che paralizzati nelle mani o in tutto il corpo andati lass\u00f9, rifugiatisi presso la Vergine ne tornarono liberi, per la sua virt\u00f9, da ogni male\u2026\u201d<\/em> (primo editto) e \u201c\u2026 <em>per dovere dell\u2019ufficio\u00a0 pastorale che esercitiamo, siamo andati personalmente sul luogo e, siccome per le informazioni orali assunte, ci risult\u00f2 vero quanto abbiamo detto\u2026\u201d<\/em> (secondo editto)<\/p>\n<p>I due documenti stabilirono che quanto prime fossero eretti una chiesa ed un ospizio per i pellegrini. La custodia delle offerte per i lavori fu affidata al sacerdote Antonio Merello, a Gerolamo della Torre, Ambrogio Castagneto, Ambrogio Cairolo (Queirolo) Giovanni Durante, Battista Chichizola, notaio, Nicola Raggio e Agostino Chichizola. Il presule fu presente alla posa della prima pietra e la consacr\u00f2 nel luglio del 1559.Due sono le peculiarit\u00e0 di questo luogo sacro: l\u2019esistenza di documentazione storica che non lascia alcun dubbio sull\u2019evento miracoloso e l\u2019Icona stessa, \u201csegno\u201d dell\u2019Apparizione.Quadretto, tavola, icona sono tutti termini utilizzati per il dono lasciato come pegno dalla Vergine Maria al Chichizola: una tavoletta in legno di pioppo, modesta nelle dimensioni (cm.18 x 15), arcuata nella parte superiore. Alcuni l\u2019hanno attribuita all\u2019apostolo Luca, altri ad un San Luca eremita\u00a0 del XI secolo., epoca\u00a0 indicata anche\u00a0 dalla perizia effettuata nel corso dell\u2019ultimo restauro.<\/p>\n<p>Rappresenta la \u201cdormitio Virginis\u201d, il transito al cielo di Maria, attorniata, stretti l\u2019uno all\u2019altro, dagli Apostoli. Chi si trova in primo piano fa oscillare il turibolo.Sulla sinistra, un vegliardo barbuto, in abiti sacerdotali, forse un vescovo o un Padre della Chiesa, tiene un testo cerimoniale in mano, con lo sguardo fisso sulla Trinit\u00e0, rappresentata nella sua complessit\u00e0, Dio uno e trino. La bimba sul braccio sinistro della Trinit\u00e0 \u00e8 l\u2019anima della Madonna che sale in cielo.Sul petto della Trinit\u00e0 il volto raggiante di una bambina, ricordo della \u201cdonna vestita di sole\u201d descritta nell\u2019Apocalisse, vincitrice di Satana.<\/p>\n<p>L\u2019iscrizione greca indica la Madonna come \u201cMadre di Dio\u201d e due angeli librati in volo, con le vesti che toccano i lati, completano il disegno.Il pi\u00f9 antico ex voto conservato nel Santuario \u00e8 quello in argento del \u201cRaguseo\u201d , datato 1574, sfuggito alla depredazione perpetrata in tutte le chiese e negli edifici religiosi, nel 1798, durante la Repubblica Ligure, per ordine del Commissario Giuseppe Avanzino.<\/p>\n<p>La lamina rappresenta una caracca in un mare in tempesta e in basso in latino il luogo della tempesta (presso Monterosso), il nome di chi fece il voto (il capitano dalmata Niccol\u00f2 De Allegretis) e la data dello scampato pericolo (26 dicembre 1574). Da Gio. Agostino Molfino, primo storico di Montallegro, si apprende che il Capitano ed i suoi uomini, saliti a Montallegro, riconobbero nell\u2019\u201dIcona\u201d la tavola venerata a Ragusa e da l\u00ec misteriosamente scomparsa., che ne segu\u00ec un processo per riottenere la stessa, che li vide vincitori. La tavoletta, riconsegnata ai ragusei e portata a bordo, scomparve in navigazione e fu miracolosamente ritrovata a Montallegro, conferma, ancora una volta, che l\u00ec doveva rimanere.<\/p>\n<p>Gli ex voto della Comunit\u00e0, incastonati, dopo gli ultimi lavori di restauro, sulle pareti dell\u2019altar maggiore, sono testimonianza perenne del legame forte e dell\u2019amore filiale degli abitanti di Rapallo per la Madonna, al cui aiuto ricorsero nei momenti di maggior pericolo, e della protezione a loro accordata dalla Madonna.Nel 1656-1657 colp\u00ec la Liguria ed il territorio delle due Riviere una grande pestilenza, che provoc\u00f2 danni e perdite di vite umane veramente terrificanti.Padre Antero Maria da S. Bonaventura in \u201cLi lazzaretti della Citt\u00e0 , e delle Riviere di Genova del MDCLVII\u201d, pubblicato nel 1658, riferisce che nella sola Genova i morti per peste oscillarono fra i sessanta mila ed i settantamila, di mille sedici per Recco e le sue \u201cVille\u201d e di quasi duemila per Chiavari e i suoi borghi. Il Capitano di Rapallo, Ottavio Doria, dispose attorno al Borgo un cordone sanitario ed attu\u00f2 tutti gli accorgimenti per evitare il contagio, cos\u00ec come, obbedendo alle disposizioni del Commissariato di Sanit\u00e0, avevano fatto, ahim\u00e8 con scarso successo i suoi colleghi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/santuario_di_montallegro-facciata3.jpg\" rel=\"lightbox[68]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-656\" title=\"santuario_di_montallegro-facciata3\" src=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/santuario_di_montallegro-facciata3-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>L\u2019archivio parrocchiale dimostra inconfutabilmente che nel 1657 il numero dei morti fu inferiore rispetto agli anni precedenti e seguenti: ventisette contro i sessantasette del 1656, i quarantuno del 1658 e i quarantanove del 1659. Solo quattro furono i morti per peste :Andrea Casazza, un facchino, fuggito da Genova in cerca di salvezza quando probabilmente era gi\u00e0 colpito dal male, Brigidina Connia, cameriera, rientrata da Genova dove prestava servizio, la moglie di Costantino Cappellaro e un certo Bartolomeo Norero.<\/p>\n<p>Un siffatto risultato fu ritenuto miracoloso e Il 29 agosto 1657 si riunirono nella sede del Capitano i Consiglieri del Borgo e cio\u00e8 Gio Batta Lencisa priore, Paolo Geronimo Bianco sotto\u00adpriore, Stefano Sartorio notaro, Gregorio Maino, Gio Batta Arrata notaro, Bartolomeo Fasciato notaro, e alla presenza del Capitano di Rapallo, Gio Pietro Grimaldi decisero quanto segue:<\/p>\n<p>\u201c<em>Considerato etiam prima d\u2019ora la pretentione ha tenuto e tiene dal presente luogo la Santissima Vergine Maria del Monte Allegro e tante e si innumerevoli gratie havute da essa quale&#8230; ha con s\u00ec evidente miracolo conservato intatto questo luogo da ogni avversit\u00e0, massime di contaggio di peste, &#8230;onde in memoria di tanta grafia e favore&#8230; hanno apperpetua memoria di ci\u00f2, ordinato di far solenne voto s\u00ec come fanno di perpetuamente santificare solennemente, s\u00ec come da cent\u2019anni in qua s\u2019\u00e8 osservato, il giorno di detta Santissima Vergine&#8230;\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Fecero voto di recarsi in giorno da stabilire dal Capitano al Santuario (ormai costruito su disegno dell\u2019architetto Lagomaggiore) per rendere grazie e di portarvi come ex voto una <em>lama d\u2019argento con dentro impresso il presente borgo.<\/em>L\u2019ex voto rappresenta il Borgo di Rapallo, con i campanili, le case della Marina ed il Castello, ben piazzato in primo piano. Fu portato con solenne processione al Santuario il 6 luglio 1658.Il secondo voto fu offerto dalla Comunit\u00e0 rapallese\u00a0 alla Madonna per la cacciata degli austro sardi, ai quali il 6 settembre 1746 Genova si era arresa.Rapallo, che aveva mandato alla difesa di Genova una squadra di contadini, come risulta da una lettera del Doge e dei Senatori dell\u201911 luglio 1745, nel 1747 not\u00f2 che \u00ab &#8230;i <em>Tedeschi&#8230; cominciarono a levare l\u2019assedio della Serenissima Dominante \u00bb il 2 <\/em>luglio 1747, cio\u00e8 il giorno dell\u2019apparizione della Madonna di Montallegro e che Rapallo non aveva subito danni da quella non desiderata guerra.<\/p>\n<p>Gli Agenti della Comunit\u00e0 decisero di far fare un ex voto in lamina d\u2019argento da portare al Santuario e incaricarono il rapallese Tommaso Noce, residente in Genova, di trovare l\u2019artefice adatto, tenendo presente che la cifra disponibile era di circa lire 1.500.La lamina, riproduce il borgo qual era a distanza di\u00a0 quasi un secolo da quello descritto nell\u2019 ex voto per la scampata peste.Il terzo ex voto della Comunit\u00e0, anche questo una lamina d\u2019argento, che riproduce il borgo visto da Langano, fu offerto per deliberazione municipale alla Madonna, quale ringraziamento per la scampata epidemia di colera del 1835 \u20131836.Rapallo, nel frattempo, riconoscente della protezione mariana, 1736 aveva avviato l\u2019iter per l\u2019elezione della Madonna di Montallegro a Patrona \u201cprincipale\u201d di\u00a0 Rapallo e del suo Capitaneato. L\u2019avvio fu dato dal Consiglio Minore del Borgo con deliberazione del 5 ottobre e fu condiviso dal clero.\u00a0 La delibera parla di \u201cPatrona Principale\u201d perch\u00e9 la comunit\u00e0 rapallese da secoli aveva come patroni i Santi Biagio e Sebastiano.<\/p>\n<p>Seguirono l\u2019esempio altre parrocchie con dichiarazioni fatte davanti a diversi notai; rammentiamo Zoagli (notaio Domenico Antonio Queirolo), S. Ambrogio (notaio Gio Francesco della Torre), Semorile (notaio Domenico Antonio Queirolo), S. Giacomo di Corte (notaio e cancelliere Agrifoglio), S. Pietro di Novella (notaio Vincenzo Cagnone), S. Michele (notaio Francesco Maria Machiavello), S. Maurizio di Monte (notaio Gerolamo Cagnone), S. Andrea di Foggia (notaio, cancelliere Agrifoglio), S. Martino di Noceto (notaio Pier Battista Molfino), S. Maria del Campo (notaio Gerolamo Cagnone), S. Pietro di Rovereto (notaio, cancelliere Agrifoglio).Non accett\u00f2 la proposta il popolo delle seguenti parrocchie: Santa Margherita, Santa Maria di Nozarego, S. Siro, S. Lorenzo della Costa, S. Martino di Portofino, S. Giovanni Battista di Cicagna, con altre del1\u2019Oltremonte. La Comunit\u00e0 di Santa Margherita accolse poi la proposta nell\u2019anno successivo 1737. I Consiglieri di Portofino, dopo aver protestato la loro devozione alla Madonna di Montallegro, espressero voto contrario \u00ab <em>perch\u00e9 quasi tutto il popolo essendo in condizione povero e per\u00f2 necessitato a procacciarsi o con la pesca o con altri mezzi servili l\u2019alimento alla sua bisognosa famiglia ci riesce quasi impossibile l\u2019ottenere il voto favorevole al medesimo in una pratica di tanto rilievo et impegno; questa considerazione fatta da noi, prevedendo la contraria volont\u00e0 di detto popolo, che quasi si lamenta ancora dell\u2019aggravio dell\u2019osservanza delle feste gi\u00e0 stabilite dalla Santa Chiesa ci persuade a non esporre all\u2019incertezza delli voti&#8230; \u00bb <\/em>la proposta avanzata da Rapallo.<\/p>\n<p>La Sacra Congregazione dei Riti, il 31 gennaio 1739, eman\u00f2 il decreto di approvazione ed elesse la Madonna con il titolo di Monte Allegro Patrona principale delle parrocchie del nostro Capitaneato e stabil\u00ec festa di precetto il 2 luglio, il giorno dell\u2019Apparizione. <a href=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rapallo-stemma1.jpg\" rel=\"lightbox[68]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-658\" title=\"rapallo-stemma\" src=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/rapallo-stemma1-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>Il Consiglio Comunale di Rapallo, infine, il 28 novembre 1948, in seduta solenne deliber\u00f2 l\u2019inserimento del monogramma mariano nello stemma del comune, facendo propria la proposta avanzata dal C.N.L. nel 1946.<\/p>\n<p>La liberazione di Rapallo dalla peste secondo il Canonico Michele Antola, diede il via ai pellegrinaggi processionali delle Parrocchie al Santuario e delle Confraternite. I primi pellegrinaggi parrocchiali risalgono al 1662 e sono quelli di Santa Maria del Campo, di San Michele di Pagana e di San Pietro di Novella. Per le Confraternite quella dei Disciplinanti, detta ei Bianchi, inizi\u00f2 nel 1647, seguita nel maggio 1652 da quella \u201cMortis et Orationis\u201d detta anche dei Neri. Nel Novecento iniziarono i grandi pellegrinaggi stranieri e negli anni Trenta del secolo scorso inglesi, belgi, tedeschi e olandesi giungevano in treno a Rapallo per salire al Santuario in funivia.Ancora oggi numerose sono le parrocchie\u00a0 del Nord Italia, della Toscana che salgono a Montallegro in pellegrinaggio. Passiamo ad una breve descrizione del Santuario, quale oggi ci appare.Edificato in un lasso di tempo brevissimo, l\u2019edificio ha nel tempo subito diverse modifiche, completamenti ed\u00a0abbellimenti<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/PICT0009.jpg\" rel=\"lightbox[68]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-659 alignnone\" title=\"PICT0009\" src=\"http:\/\/www.festediluglio.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/PICT0009-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019attuale facciata di stile neo-gotico, opera del Rovelli, fu inaugurata il 21 giugno 1896 ed ingloba alla chiesa la \u201dPenitenzieria\u201d e l\u2019accesso alla Cappella di San Giuseppe. La chiesa \u00e8 una navata unica con cinque altari.\u00a0 Il primo, entrando sulla destra, \u00e8 dedicato alla Visitazione di Maria ad Elisabetta. L\u2019ancona che ritrae l\u2019evento \u00e8 opera di Nicol\u00f2 Carlone, autore anche della tela di N.S. Addolorata, posta di fronte, sul quarto altare di sinistra, e testimonianza perenne della Confraternita dei Sette Dolori qui eretta nel 1689.La paternit\u00e0 delle due opere \u00e8 attestata dal compilatore del \u201cRegistro corrente MDCXCVIII, del Santuario, che all\u2019anno 1704 , mese di settembre, scrive:\u201d\u2026 In valuta per due ancone, cio\u00e8 una di N.S. dei Sette Dolori et altra della Visitazione fatte e provviste per la Chiesa di N.S. L. 400\u201d.Nella stessa pagina del registro riporta il nome di\u00a0 Nicol\u00f2 Carlone come autore delle due tele.<\/p>\n<p>L\u2019altare fu poi rivestito di marmi da Antonio Cappellano, nel 1766.Il secondo altare sulla destra fu realizzato nel 1761 dal marmaro Nicol\u00f2 Maria Durante e conserva un pregevole crocifisso in marmo del camogliese Francesco Schiaffino.A sinistra, ecco l\u2019altare dell\u2019\u201dAnnunziata\u201d, con ancona attribuita a Luca Cambiaso, donata nel 1672 da Gio. Antonio Pettinati, ringraziamento ed ex voto per la riacquistata salute della moglie, ottenuta per intercessione della Vergine di Montallegro.L\u2019\u201dIcona\u201d \u00e8 custodita sull\u2019altare maggiore, realizzato su disegno dell\u2019arch. Luigi Rovelli, che per\u00f2 non tocc\u00f2 l\u2019edicola originaria. ,E\u2019contornata da un ricco e barocco panneggiato d\u2019argento, donato nel 1743 dal nobile rapallese Tomaso Noce. Il gruppo dell\u2019Apparizione, in bronzo argentato, donato da Ezio Gianotti e Jolanda Canessa, fu realizzato dalla ditta Scaloppe e Chiaravelli di Milano, su disegno dello scultore milanese Asuaghi e benedetto dal Vescovo di Chiavari il 29 settembre 1940.<\/p>\n<p>Il Chichizola tiene tra le mani un rosario. Ogni grano porta inciso il nome d uno dei cinquantatre statunitensi, che, rinchiusi nell\u2019ambasciata degli Stati Uniti a Teheran, furono dichiarati il 4 novembre 1979 ostaggi iraniani.Ad avvenuta liberazione degli ostaggi, Marina Rufolo lo invi\u00f2 al nostro Santuario quale \u201cpegno di Grazia ricevuta\u201d.<\/p>\n<p>Nei peducci dell\u2019arco e nella volta dell\u2019abside sono dipinte Ester e Giuditta e l\u2019Apparizione di Maria a Giovanni Chichizola, tutte opere del genovese Nicol\u00f2 Barabino (1866).Il rapallese Francesco Boero \u00e8 l\u2019autore dei quattro medaglioni della volta illustranti i fatti principali della storia di Montallegro (1864): l\u2019annuncio del Chichizola a Iacopo Fieschi, che reggeva la parrocchia rapallese, e ai popolani accorsi; il trasporto del \u201cQuadretto\u201d a Rapallo per esporlo in parrocchia; la consegna del l\u2019icona al Raguseo, che l\u2019aveva reclamata per la sua Ragusa (Dalmazia), dove era oggetto di culto e da dove era misteriosamente scomparsa\u00a0 e che, per sentenza dell\u2019autorit\u00e0\u00a0 genovese, ne aveva ottenuto la restituzione ed infine l\u2019involarsi dell\u2019Icona dall\u2019imbarcazione dalmata ed il rientro miracoloso a Montallegro.<\/p>\n<p>Mirabili sono poi l\u2019organo, posto sopra la porta principale, inaugurato nel 1907, e le migliaia di ex voto appesi lungo le pareti della chiesa, della cappella di San Giuseppe (dove a destra, entrando, \u00e8 la fontanella dell\u2019acqua della Madonna\u201d, sorgente scaturita dalla roccia al momento dell\u2019Apparizione, il lontano 2 luglio 1557), della Penitenzeria e della sacrestia. Molti provengono dalle Americhe e numerosi sono quelli legati al mare, testimonianza di fede e miniera di notizie.Il Santuario, uno dei pi\u00f9 celebri in Liguria, elevato a Basilica minore il 5 agosto 1942 da Papa Pio XII, \u00e8 facilmente raggiungibile anche grazie ad una moderna funivia che collega il centro con\u00a0 Montallegro, localit\u00e0\u00a0 nota anche per gli esperimenti di trasmissione con onde \u201ccortissime\u201d effettuati nel 1935\u00a0 sul Monte Rosa, alle spalle del Santuario, da Guglielmo Marconi .Dal 22 dicembre 2009 un ascensore, realizzato con il contributo fra l\u2019altro della Fondazione della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e del Comune di Rapallo, consente anche ai diversamente abili, agli anziani e alle giovani mamme che salgono con i loro pargoli al monte, di raggiungere dalla strada il Santuario, superando cos\u00ec le difficolt\u00e0 dell\u2019accesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel sestiere di Borzoli, a circa seicento metri s.l.m., sulle balze del monte Ponzema spicca nel verde delle colline il Santuario di N. 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