I giorni della festa

I GIORNI DELLA FESTA

 

1, 2 e 3 luglio da oltre quattrocento anni sono dedicati alla Madonna di Montallegro, che il lontano 2 luglio 1557 apparve, sul monte Leto, a Giovanni Chichizola, un contadino di Canevale, e che lasciò ai Rapallesi, come pegno della sua predilezione l’icona della sua “Dormitio“, che ancor oggi si ammira sopra l’altare maggiore del Santuario di Montallegro.

Sono giorni particolari, ricchi di un’atmosfera tutta rapallese, che inizia alle ore 8 del 1° luglio e si conclude, attorno alla mezzanotte del 3 luglio, con il suono delle campane della Basilica annuncianti il rientro in chiesa dell’arca argentea della Madonna. In anni passati, ma non troppo, lo spettacolo pirotecnico continuava fino alle prime ore del 4, conseguentemente chiamato “o giorno do sonno”.

Oggi, come centinaia di anni fa, alle ore 8 del 1° luglio, l’arciprete “pone in cassa” l’effige argentea della Madonna, al suono delle campane, che annunciano l’avvenuta cerimonia alla città.

Dalle loro postazioni i sestieri, a turno, secondo “il giro della polenta” fanno il saluto: il primo colpo è tirato da San Michele; seguono Seglio, Borzoli, Cerisola, Cappelletta e chiude Costaguta.

Il termine sestiere ricorda l’antica suddivisione del Capitaneato di Rapallo in sei quartieri: Borgo, corrispondente all’attuale centro delimitato dalla cinta ferroviaria, Pescino (ovvero il territorio compreso fra Portofino e Santa Margherita Ligure), Olivastro (San Michele, Costaguta, San Lorenzo, San Massimo e S.Andrea di Foggia), Amandolesi (territorio corrispondente alle attuali frazioni di San Martino di Noceto, S. Maria del Campo, San Pietro di Novella, Montepegli, San Quirico e gli attuali sestieri di Cerisola e Cappelletta), Borzoli (che comprendeva San Maurizio di Monti, gli attuali sestieri di Borzoli e di Seglio, S. Ambrogio, Zoagli, Semorile e San Pietro di Rovereto) ed Oltremonte (Lorsica, Verzi, Figarolo, Malvaro, Monleone, Cicagna, Gattorna, Moconesi, Canevale, Orero, Dezerega, Coreglia, Certenoli, Aveggio e Cichero).

Fiaccolata–pellegrinaggio dei giovani al Santuario, “messa in cassa” della Madonna, omaggio floreale dei bambini alla Madonna, nel pomeriggio, “lumetti galleggianti” nel golfo, saluto dei sestieri e palio pirotecnico scandiscono il ritmo del giorno 1. Il 2, giorno della festa, ha il suo clou a mezzogiorno, quando quattro, cinquemila mortaretti o meglio “mascoli” sono distesi lungo la passeggiata a mare e al suono della campana, che indica il momento dell’Apparizione della Vergine a Giovanni Chichizola, il Sindaco dà fuoco alla “sparata”. Questa si conclude con il Ramadan, sparo pressoché contemporaneo di “mascoli”, che, posti a pochissima distanza l’uno dall’altro su un disegno elaborato dal sestiere di turno, creano molto rumore e stanno ad indicare il culmine della gioia dei rapallesi per la protezione loro concessa dalla Patrona. A differenza del palio dei Sestieri e degli spettacoli pirotecnici serali, questo è amato essenzialmente dai rapallini e poco accettato dai foresti, che non capiscono il perché di tanti botti e di tanto fumo, ma solo un rapallino può descrivere la gioia che prova durante il Panegirico e, in particolare, durante il Ramadan.

Ospiti, turisti e rapallesi preferiscono il 3 luglio ed in particolare la sera. Alle 21, infatti, la cassa argentea della Madonna esce in processione per le vie del centro, accompagnata dalle Confraternite con i tradizionali crocefissi argentei, portati a turno lungo le vie. Quando, alle 22 circa, la processione giunge all’altezza della fontana del polpo prende il via “l’incendio del Castello”, che dagli anni cinquanta ha sostituito la Sparata dei ragazzi, la quale, un tempo, consisteva in una sparata di mortaretti, con ramadan finale, nel greto del torrente San Francesco, prima che fosse coperto e diventasse l’attuale via Milite Ignoto.

Attorno a mezzanotte, rientrata in Basilica la processione, il Palio pirotecnico, gara di bravura e spettacolo fra sestieri, conclude tre giorni di festeggiamenti dove sacro e profano si intersecano e finiscono per fondersi in un tutt’uno.

La cerimonia dello scioglimento del voto della Comunità al Santuario di Montallegro, “infra l’octava” dell’Apparizione chiude definitivamente le feste in onore di Nostra Signora di Montallegro e rinnova il voto fatto nel 1657 dalla Comunità rapallese per la liberazione dalla peste e da allora mai interrotto.

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